Psicodramma

Lo psicodramma individuativo é una terapia psicologica che si basa sulla drammatizzazione o “gioco” di situazioni reali, oniriche o immaginarie da parte di un piccolo gruppo di partecipanti e che integra l’invenzione della psicodramma di Jacob Levi Moreno con la teoria della personalità di Carl Gustav Jung.

Jacob Levi Moreno nacque a Bucarest nel 1889, da una famiglia ebrea sefardita. Ben presto si trasferì a Vienna, dove, dopo studi di fisica e filosofia, si laureò nel 1917 in medicina.

Nel 1925 emigrò negli USA dove morì nel 1974 a Beacon, la cittadina dove aveva fondato il “Teatro della spontaneità”. Moreno utilizzò lo psicodramma con funzione terapeutica, in relazione a diverse patologie, come terapia di coppia e metodo di formazione, inoltre fondò la sociometria, strumento utile ad analizzare fenomeni di gruppo e istituzionali, e ispirò la musicoterapia.

I concetti fondamentali che incontriamo nello psicodramma moreniano sono quelli di spontaneità, creatività e catarsi.

La spontaneità é, in questo caso, la capacità di vivere un certo ruolo, sociale o relazionale, ma anche somatico (cioè relativo al corpo) in modo creativo, ovvero non imposto dalle convenzioni sociali o educative, ma sulla base delle proprie capacità ed emozioni. Non si tratta di fare qualsiasi cosa ci salti in mente in un certo momento, ma di essere consapevoli dei propri stati d’animo, della situazione, delle possibili reazioni di chi ci sta intorno e di saper rispondere alle circostanze in maniera che tenga conto di tutto ciò, senza provocarci inutili frustrazioni.
Questa competenza è raggiunta, secondo Moreno, attraverso la catarsi, cioè la possibilità di rivivere situazioni significative, talvolta, ma non necessariamente, drammatiche del passato, in modo da esplorarne i risvolti emotivi e le conseguenze nella vita attuale, per poterle finalmente valutare nella giusta distanza, senza esserne definitivamente condizionati.
Durante la seduta di psicodramma, a turno, i partecipanti raccontano episodi della loro vita attuale o del passato, o i sogni che li hanno colpiti: i loro contributi vengono trasformati in scene psicodrammatiche, con il contributo degli altri partecipanti. Attraverso diverse tecniche psicodrammatiche, fra cui il “cambio di ruolo” (cioè la possibilità di interpretare anche il ruolo degli altri partecipanti alla scena), vi è la possibilità di conoscere aspetti di sé e degli altri che prima potevano passare inosservati e giungere a una comprensione più approfondita di ciò che ci accade e del nostro mondo interno.

Lo psicodramma non é uno spazio per agire impulsi o esibire sentimenti esagerati, né un luogo dove dare consiglio o tantomeno giudizi, anzi é una possibilità di conoscenza e di sviluppo dell’empatia.

Alla teoria di Moreno, lo psicodramma individuativo, accosta quella di Carl Gustav Jung, che pone l’accento maggiormente sul mondo interiore di ogni individuo, dando spazio ai diversi aspetti della personalità che sono all’opera nella nostra vita, all’analisi dei sogni.
I sogni non nascondono aspetti negativi o inconfessabili, ma attraverso l’affascinante linguaggio delle immagini, spesso aprono la strada a possibili sviluppi della personalità.

Il piccolo gruppo di partecipanti allo psicodramma è formato da persone che sono tenute allo stesso riserbo e segreto professionale del terapeuta. Con la mediazione e la garanzia forniti dallo psicoterapeuta, condividono le loro esperienze e un percorso di crescita, sviluppano le loro capacità empatiche, di tolleranza e di gestione di conflitti, che potranno poi essere messe in pratica nella vita quotidiana di ciascuno.